BANZO IS SMILING
In un periodo così nefasto per il paese che abito io e svariati milioni di cerebrolesi è curioso che la speranza nel futuro e nella capacità dell’Uomo di trovare la via di esprimere la propria libertà, la propria creatività rispettando quelle altrui venga da un disco registrato 45 anni fa:“Miles smiles” – 1967 – Columbia Records.
Leggo chi suonò è un po’ sorrido anche io: Wayne Shorter – sax tenore, Herbie Hancock – pianoforte, Ron Carter – contrabbasso, Tony Williams – batteria.
E penso: ma se al posto di Miles Davis mettevi Banzo con un cazoo rotto a fare 3 note per pazzo, con una band così per forza saltava fuori un disco più che decente, cribbio!
Recentemente sto scoprendo il mondo delle web-radio jazz: curioso che nelle sezioni così dette “avant-garde” (tolta la rumoristica cerebrale spacciata come free, tipo uno che prende a martellate una chitarra e ci fa un disco… tutti a zappare la terra ziofa) il 90% delle registrazioni mi sembrano più vetuste e meno vitali del disco in oggetto.
Tempo fa Iug in uno dei vari tromboneggiamenti chiese: “…capisci perché Miles smiles?”.
Si.
b.




amen